Papandreou scippa il G20 e lo spinge al fallimento

La cancelliera tedesca, Angela Merkel, e il presidente francese, Nicolas Sarkozy, hanno detto al premier greco, George Papandreou, che “non c’è alternativa” all’austerità imposta alla Grecia in cambio di un pacchetto di aiuti da 230 miliardi. Poco importano il referendum e la democrazia. La situazione è “grave” e “il tempo fino al referendum non può essere tempo perso, né per la Grecia né per la zona euro”, ha spiegato il portavoce della cancelliera Merkel, prima del processo a Papandreou organizzato ieri a Cannes dai leader di Unione europea e Fmi.
3 NOV 11
Ultimo aggiornamento: 04:04 | 16 AGO 20
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La cancelliera tedesca, Angela Merkel, e il presidente francese, Nicolas Sarkozy, hanno detto al premier greco, George Papandreou, che “non c’è alternativa” all’austerità imposta alla Grecia in cambio di un pacchetto di aiuti da 230 miliardi. Poco importano il referendum e la democrazia. La situazione è “grave” e “il tempo fino al referendum non può essere tempo perso, né per la Grecia né per la zona euro”, ha spiegato il portavoce della cancelliera Merkel, prima del processo a Papandreou organizzato ieri a Cannes dai leader di Unione europea e Fmi.
L’accordo raggiunto al vertice europeo il 27 ottobre è “il solo modo per risolvere i problemi greci”, secondo Sarkozy, che ha visto l’agenda del suo summit del G20 spazzata via da Papandreou. E se proprio un referendum deve esserci, come confermato dal premier greco, Merkel e Sarkozy pretendono che sia il più presto possibile e con un quesito inequivocabile: “Volete che la Grecia esca dalla zona euro?”. Papandreou ha risposto che “il dilemma è ‘sì’ o ‘no’ all’Europa, ‘sì’ o ‘no’ all’euro”. Il G20 rischia di trasformarsi nel processo all’Italia, che rischia di diventare “il vero caso europeo e dunque mondiale”, spiegano al Foglio fonti governative. Ieri è arrivato un segnale preoccupante sul proseguimento degli acquisti di debito da parte della Banca centrale europea: Mario Draghi ha preso la prima decisione da presidente “alla tedesca”, rifiutando di immischiare la Bce nel vertice su Papandreou.
Per capire se continuerà con le “misure eccezionali”, gli occhi di mercati e leader oggi saranno puntati sulla prima conferenza stampa di Draghi dopo il consiglio direttivo della Bce. L’unica notizia positiva pre G20 è l’annuncio della Federal Reserve che la crescita americana si è un po’ rafforzata nel terzo trimestre. Ma rimangono rischi al ribasso e la Fed ha tagliato le stime di crescita. Nei piani di Sarkozy, il G20 doveva essere consacrato alla riforma del sistema monetario internazionale, alla regolazione dei prezzi agricoli e alla nuova governance mondiale. La crisi della zona euro ha cambiato le priorità: il presidente francese sperava di incassare dalle potenze emergenti – Cina, Russia, Brasile – la promessa di un contributo per proteggere Italia e Spagna dal contagio. Ma, agli occhi del resto del mondo, il referendum greco ha minato la credibilità europea. Ieri il Fondo europeo di stabilità finanziaria, i cui bond inizialmente avevano riscosso successo tra le potenze emergenti, ha rinviato a un’emissione di titoli da 3 miliardi per finanziare il bailout dell’Irlanda.

La tranche sospesa, l’idea di Sarkozy di far convogliare i soldi delle potenze emergenti verso un Fondo globale salvaeuro non piace più. “La Cina si ritrarrà dagli aiuti annunciati all’Europa”, dicono al Foglio fonti diplomatiche. Il ministro delle Finanze giapponese, Jun Azumi, ha spiegato che tutti sono “perplessi” e “confusi”. L’agenzia cinese Xinhua ha lasciato intendere gli umori di Pechino: “Gli sforzi di salvataggio si fermeranno, ci sarà un default greco, i mercati finanziari andranno nel panico, e la crisi del debito sovrano si diffonderà ben oltre l’Europa”. In realtà, il default della Grecia potrebbe arrivare a prescindere dal risultato del referendum. Vista l’incertezza, Ue e Fmi congeleranno la sesta tranche da 8 miliardi del primo bailout, che doveva essere sbloccata a metà novembre e senza i quali la Grecia rischia la bancarotta in dicembre.
“Non si può impedire ai greci di suicidarsi. Meglio che lo facciano da soli”, spiegano all’Eliseo. Per José Manuel Barroso, invece, le conseguenze sono “impossibili da prevedere”. Il presidente della Commissione ha lanciato un “appello all’unità nazionale e politica”, che sembra una richiesta di cacciare Papandreou. Di fronte all’eurocaos, l’interrogativo dei leader globali arrivati a un G20 in odore di fallimento è lo stesso posto da un tassinaro greco alla giornalista del Wall Street Journal Matina Stevis: “Dove sono le Thatcher e i Kohl? L’unico leader che vedo è Erdogan”.